PROMETEO

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA OPEN AIR

GIBELLINA PHOTOROAD

29 luglio/31 agosto 2016
giornate di apertura 29-30-31 luglio

 

Prometeo Project nasce dalla necessità di far coesistere, all’interno del mio percorso culturale come fruitore e creatore, il linguaggio letterario e quello visivo, progettando per loro un territorio neutro all’interno del quale poter suggerire coraggiosi attraversamenti di campo. Un contesto dove poter, di volta in volta, fare dei passaggi di ruolo: da quello di narratore a quello di lettore, dal ruolo di scrittore di immagini a quello di fotografo di testi. Questo lavoro è un esperimento editoriale complessivo che vede scendere in campo, per ora, tutte le divinità dell’Olimpo e usare tutti gli strumenti narrativi a disposizione. L’obiettivo è una rilettura delle grandi storie e l’attualizzazione dei contenuti per la costruzione di una esperienza di conoscenza leggibile attraverso lo sguardo l’intelletto e l’emozione. Allo stesso tempo rappresenta un atto di coraggio, che, in un mondo abituato a marcare in modo netto i confini tra diverse discipline, vuole porre l’atto creativo al di la dei confini determinati da un conformismo dettato dalla necessità fatta di catalogazioni e collocazioni rassicuranti; azioni che hanno l’effetto di impedire pensieri originali e innovativi. Un lavoro fuori dai ruoli e fuori dagli schemi che vedrà impegnati artisti di diverse provenienze culturali.

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Appena uscito dal mito, l’uomo ha continuato a vivere in esso trasformando la memoria dell’origine delle cose in narrazione mediata dalle arti. Negli oggetti di uso comune, negli arredi pubblici e privati nelle strade e dentro le case, nei teatri e nel paesaggio, migliaia sono i riferimenti a fatti perduti nel tempo e che rimandano agli dei. Molti eroi della mitologia hanno travalicato tutti i tempi, si sono trasformati e ancora oggi vivono tra di noi. E qualcuno di loro si avvicina, dal punto di vista filosofico, al mondo della narrazione fotografica. Tra tutti il titano Prometeo. Il suo nome significa “colui che vede prima”, un’attitudine di chi ha il ruolo di osservare la realtà, di fermarla e di comprenderla oltre la sua apparenza, svelando il non detto. Prometeo, nel mondo mitologico classico, è una divinità vicina al genere umano: a lui è attribuita la creazione dell’uomo ed a lui è attribuito il dono del fuoco, come simbolo di calore e illuminazione. Per questo Prometeo protegge tutto il genere umano ed è stimolo alla scoperta e all’intuizione, in quanto traghetta l’umanità dal buio della preistoria alla luce della civiltà.

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“Prometeo” è un work in progress, un flusso di pensieri. È un racconto per immagini che si sposta indietro e avanti nel tempo e in tutte le direzioni dello spazio. È un’idea che non prevede una conclusione, in quanto generata dall’analisi di un archivio fotografico come materia viva. Una caverna della memoria in continua evoluzione e destinata a un continuo lavoro di rilettura e rielaborazione. Un lavoro di riciclo, dove tutte le immagini scartate vengono esaminate, recuperate e riutilizzate in contesti narrativi nuovi. Non esistono regole e le immagini sono utilizzate sia completamente, per dar vita a uno sfondo, sia parzial- mente, per essere inserite come uno dei diversi elementi costitutivi dell’immagine stessa.

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