Mese: ottobre 2015

Pièce teatrale di Sara Armentano

L’esperienza, le parole, il gesto, la voce, la scrittura e il corpo di Sara Armentano s’incontrano con la scrittura e la fotografia di Dario Coletti a Microprisma nel maggio 2015. Il pretesto è una esperienza emotiva comune, vissuta in modo separato, vissuta sul territorio dell’Aquila. La prima tappa della performance senza apparente motivo.

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Val di Rabbi e camminare come pratica estetica

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E’ camminando che l’uomo ha cominciato a costruire il paesaggio naturale che lo circondava. E’camminando che nell’ultimo secolo si sono formate alcune categorie con cui interpretare i paesaggi urbani che ci circondano. Modificando i significati dello spazio attraversato, il percorso è stato la prima azione estetica che ha penetrato i territori del caos costruendovi un nuovo ordine sul quale si è sviluppata l’architettura degli oggetti situati. Il camminare è un’arte che porta in grembo il menhir, la scultura, l’architettura e il paesaggio. Da questa semplice azione si sono sviluppate le più importanti relazioni che l’uomo intesse con il territorio.
Francesco Careri

La scelta, uomini del buio

Sinossi

Un vecchio minatore-poeta, la nipote di un minatore degli anni sessanta, un giovane di iglesias, un responsabile di un centro di documentazione della azienda mineraria, un prete che ha intrecciato il suo percorso di fede con le vicende delle occupazioni dei pozzi, un minatore sindacalista ed altri personaggi riflettono sugli effetti della chiusura delle miniere e sui possibili sviluppi economici della zona della Sardegna meridionale chiamata Iglesiente. La cornice è costituita dal paesaggio e dal ciò che rimane dell’architettura industriale legata all’attività mineraria. 

Monte Etna

Come dentro un abnorme schiaccianoci mi sento pressato fisicamente ed emotivamente. Mi viene voglia di vomitare e di ridere allo stesso tempo, e allo stesso tempo di correre e di sedermi, di morire e rinascere. Affondando lo sguardo tra il bianco dei vapori e il nero della lava ora e qui mi perdo veramente e definitivamente. A quest’altezza il nero predomina ed è la prima riflessione cromatica, il bianco fa il resto con i vapori e le nuvole che anche se scarse riempiono la parte alta del paesaggio creando un confine labile tra cielo e terra.  Tratto da “Il fotografo e lo sciamano”, seconda edizione, 2015, Postcart Editore 

La scelta

 


Un vecchio minatore-poeta, la nipote di un minatore degli anni sessanta, un giovane di iglesias, un responsabile di un centro di documentazione della azienda mineraria, un prete che ha intrecciato il suo percorso di fede con le vicende delle occupazioni dei pozzi, un minatore sindacalista ed altri personaggi riflettono sugli effetti della chiusura delle miniere e sui possibili sviluppi economici della zona della Sardegna meridionale chiamata Iglesiente. La cornice è costituita dal paesaggio e dal ciò che rimane dell’architettura industriale legata all’attività mineraria.
Protagonisti
I protagonisti sono minatori e giovani disoccupati legati alla zona dell’iglesiente, sono personaggi reali che raccontano attraverso l’intervista, le loro vite.

Manlio Massole: minatore, poeta, ex maestro a Fluminimaggiore, sceglie di stare in miniera.
Gianluca Silesu giovane di Iglesias, laureato in cerca di una prima occupazione seria
Lucia Argiolas: giovane di Sardara che studia e lavora in continente, ha già intrapreso il percorso che la porta lontano dalla sua isola in cerca di lavoro.
Sergio Fonnesu: minatore, elettricista, minatore, tra gli occupanti dei pozzi nel 1992 e 1993.
Francesco Carta: minatore fluminese, sindacalista, segue da quindici anni tutte le vertenze del territorio
Franco Farci: minatore fluminese, tra gli occupanti dei pozzi nel 1992 e 1993.

film documento di Dario Coletti
aiuto regia e segreteria Lucia Argiolas
montaggio e visual effects Iolanda Di Bonaventura
prodotto da Dario Coletti e Jana Project