riflessione in forma di testo e immagine #5

“Tutto ciò che di noi si può immaginare è realmente possibile, ancorché non sia vero per noi. Che per noi non sia vero, gli altri se ne ridono. E’ vero per loro. Tanto vero, che può anche capitare che gli altri, se non vi tenete forti alla realtà che per vostro conto vi siete data, possono indurvi a riconoscere che più vera della vostra stessa realtà è quella che vi danno loro.”

uno, nessuno e centomila

Luigi Pirandello

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per le immagini©dariocoletti2017 

riflessione in forma di testo e immagine #4

“Io mi costruisco di continuo e vi costruisco, e voi fate altrettanto. E la costruzione dura finché non si sgretoli il materiale dei nostri sentimenti e finché duri il cemento della nostra volontà. E perché credete che vi si raccomandi tanto la fermezza della volontà e la costanza dei sentimenti? Basta che quella vacilli un poco, e che questi si alterino d’un punto o cangino minimamente, e addio realtà nostra! Ci accorgiamo subito che non era altro che una nostra illusione.”

Uno, nessuno e centomila.

Luigi Pirandello

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per le immagini ©dariocoletti2017

riflessione in forma di testo e immagine #3

“Io volevo esser solo in un modo affatto insolito, nuovo. Tutt’al contrario di quel che pensate voi: cioè senza me e appunto con un estraneo attorno. Vi sembra già questo un primo segno di pazzia? Forse perché non riflettete bene. Poteva già essere in me la pazzia, non nego, ma vi prego di credere che l’unico modo d’esser soli veramente è questo che vi dico io. La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi, è soltanto possibile con un estraneo attorno: luogo o persona che sia, che del tutto vi ignorino, che del tutto voi ignoriate, cosi che la vostra volontà e il vostro sentimento restino sospesi e smarriti in un’incertezza angosciosa e, cessando ogni affermazione di voi, cessi l’intimità stessa della vostra coscienza. La vera solitudine è in un luogo che vive per sé e che per voi non ha traccia né voce, e dove dunque l’estraneo siete voi. Cosi volevo io esser solo. Senza me. Voglio dire senza quel me ch’io già conoscevo, o che credevo di conoscere. Solo con un certo estraneo, che già sentivo oscuramente di non poter più levarmi di torno e ch’ero io stesso: estraneo inseparabile da me.”

 Uno, nessuno e centomila.

Luigi Pirandello

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per le immagini ©dariocoletti2017 

riflessione in forma di testo e immagine #2

M’erano passati avanti, non si mette in dubbio, e tutti braveggiando come tanti cavallini; ma poi, in fondo alla via, avevano trovato un carro: il loro carro; vi erano stati attaccati con molta pazienza, e ora se lo tiravano dietro. Non tiravo nessun carro, io; e non avevo perciò né briglie né paraocchi; vedevo certamente più di loro; ma andare, non sapevo dove andare.

Uno, nessuno e centomila.
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per le immagini ©dariocoletti2017

Ichnusa un viaggio lungo 20 anni

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La Sardegna è un organismo. Un organismo cosciente, attraversato da un sistema di comunicazione invisibile, efficace. Una entità maschile e femminile contemporaneamente. A volte rassegnata come può esserlo chi ha milioni di anni di esperienza, a volte ribelle, combattiva come un adolescente appena affacciato alla società alla ricerca di una soluzione immediata, di una rivoluzione. Questi e molti altri sentimenti sono presenti in questo riassunto del mio viaggio all’interno dell’Isola che dura da circa venticinque anni.

Haiti

Haiti è un luogo leggendario. Tutti gli aspetti che lo riguardano assumono valore di ec- cezionalità. Originale è il carattere di ogni individuo. Tra uomini e donne di questa metà dell’isola di Hispaniola puoi trovare demoni e angeli, dei e capitribù, guerrieri e artigiani, artisti e matriarche. Li vedi nei luoghi comuni.

PROMETEO

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA OPEN AIR GIBELLINA PHOTOROAD 29 luglio/31 agosto 2016 giornate di apertura 29-30-31 luglio   Prometeo Project nasce dalla necessità di far coesistere, all’interno del mio percorso culturale come fruitore e creatore, il linguaggio letterario e quello visivo, progettando per loro un … Continua a leggere PROMETEO

a short story #1 Alfedena

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Gaetano di Filippo è l’ideatore di “Sali d’argento”. L’iniziativa ha sede ad Alfedena che è uno straordinario paese d’Abruzzo posto a un passo dal Parco Nazionale tra il Molise e la Campania. Le attività che svolge questa associazione è legata alla fotografia, dallo scatto alla postproduzione, sino alla presentazione. sono stato ospite di Gaetano il 2 aprile 2016. Tra natura e fotografia abbiamo avuto modo di scambiarci alcune idee. 

– facciamo due passi verso la montagna? –

– perché no? –

sono le sei e siamo avvolti nel torpore di una sera d’aprile davanti al balcone della casa di Gaetano, sono di fronte ad un caffè e ascolto le sue storie. Sono arrivato ad Alfedena dopo un meraviglioso viaggio in pullman nel paesaggio abruzzese: tragitto Lanciano – Alfedena.

– Gaeta’ ho dimenticato la fotocamera a Roma, hai qualcosa da prestarmi? –

Sono venuto qui perché in questo luogo sta nascendo qualcosa che mi interessa. Il mio amico sta aprendo una camera oscura residenziale, per dirla con uno slogan turistico. Un luogo dove in qualche modo si combatte contro un vizio dei nostri giorni: quello del consumo veloce delle immagini. I nuovi album di famiglia sono prodotti e archiviati con mezzi che oltre a telefonare fanno tutto il resto. Registrazioni precarie, spazi non dedicati allo sfoglio lento, alla ricostruzione emotiva del fatto. Da Gaetano, invece, si ragiona in controtendenza. E questo mi piace.

– una digitale con un vecchio 50 mm con apertura 1,2, è molto morbido –

– mi piace l’idea, grazie –

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Dopo pochi passi siamo in aperta campagna. Alfedena è fatta così. È capace di passare dal paesaggio urbano allo spazio naturale, senza passaggi intermedi. C’è un sentiero, ci sono le nostre gambe e c’è il tempo. Poco, in vero, ma è un tempo che si espande, perchè le cose della natura ti rubano l’attenzione, mettono in mostra particolari a cui non sei abituato, ti conducono in percorsi che sono segni e significati. Devi aver voglia di leggerli. È così che un minuto diventa un’ora e un’ora diventa un giorno. È così che un istante diventa una eternità.

Siamo in silenzio, poche battute tra di noi, qualche clic. Comunichiamo con lo sguardo e per indicare qualcosa di unico che ti è sfuggito è sufficiente cogliere l’attenzione dell’altro. Uno sguardo lungo su un punto definito.

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– quanto è bello l’albero e guarda la montagna! –

Capisco che è questa atmosfera ai limiti della luce che lo fa vedere così, sono sicuro che domani mattina sarà diverso e che nei milioni di anni trascorsi non è mai stata la stessa cosa. In uno spazio infinitesimo ci sono tutte le storie del mondo, quelle passate e quelle che devono ancora venire.

-Gaeta’ grazie di questa serata –

_GDF9321.jpgSi fa scuro e torniamo indietro in silenzio. Ci appare Alfedena incorniciata dai rami e esaltata dal biancore dei fiori. Ho deciso che stamperò questa serie di foto. Lo voglio fare perché voglio tenere a memoria questo momento semplice. Perché non voglio dimenticare più niente. Perché voglio che anche gli altri godano di queste atmosfere. Questo è il primo dono che ricevo dall’iniziativa di Gaetano. Questa consapevolezza è un grande regalo per me.

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